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4 febbraio 2019Silvia Pagliuca

NOI Techpark, nasce l'asse Padova-Bolzano per Industry 4.0

Delegazione dell'Università patavina in visita al parco tecnologico altoatesino. Una linea produttiva sperimentale testerà le nuove opportunità hi-tech per le aziende. E il Competence Center del NordEst incassa 7 milioni di euro dal Mise

L’asse Bolzano – Padova per lo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione nel Triveneto si rafforza sempre di più. Il Competence Center del NordEst, centro ad alta specializzazione finanziato dal Mise con 7 milioni di euro, scalda i motori e si prepara a entrare nel vivo delle sue attività realizzando, proprio al NOI Techpark di Bolzano, una delle sue “Live Demo”: una linea produttiva sperimentale ad alta automazione che consentirà alle aziende di testare concretamente tutte le opportunità offerte dal modello di Industry 4.0.

«Al NOI Techpark istalleremo una delle Live Demo che consentirà alle imprese di sperimentare le nuove tecnologie»

«È una grande sfida» – afferma Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Padova che con una delegazione di esperti e imprenditori padovani ha visitato il NOI Techpark per conoscere più da vicino l’avveniristico polo tecnologico. A oggi, già oltre 30 imprese, due centri di ricerca (l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e la Fondazione Bruno Kessler), otto università di primo livello (Bolzano, Padova, Verona, Ca’ Foscari, IUAV, Trento, Udine e SISSA di Trieste) e la Camera di Commercio di Padova, hanno iniziato a collaborare per favorire lo sviluppo di Smact, il centro che, come indicato dall’acronimo, si occuperà di Social network, Mobile platforms & apps, Advanced analytics and big data, Cloud e Internet of Things. «Al NOI Techpark – chiarisce Dughiero - istalleremo una delle Live Demo che consentirà alle imprese di sperimentare le nuove tecnologie. Questo è un luogo perfetto per creare sinergia tra competenze diverse e per fare incontrare domanda e offerta di know how. L’innovazione, infatti, si genera proprio in strutture di questo tipo in cui, anche solo passeggiando, si respira l’innovazione». 

Un luogo energeticamente efficiente, flessibile e intelligente in cui le persone possono vivere e lavorare al meglio

Il parco tecnologico, con le sue strutture avveniristiche e l’alto livello di building automation, infatti, è fonte d’ispirazione per il nuovo Centro di competenza non solo a livello concettuale, ma anche ingegneristico. Anche a Padova, infatti, il polo dell’innovazione 4.0 risiederà in un’area che sarà soggetta a ristrutturazione. Un po’ come accaduto per l’ex Alumix che da polo industriale dismesso è diventato ora una struttura efficiente e sostenibile, ideale per lo smart working. Il parco tecnologico inaugurato a fine 2017, infatti, grazie anche al contributo di aziende come Schneider Electric, può essere ritenuto uno smart building a tutti gli effetti. Attraverso sistemi interconnessi, il personale specializzato può controllare in tempo reale tutti i parametri degli edifici intervenendo quando necessario con attività di manutenzione preventiva e ottimizzando le risorse. Si tratta di soluzioni che spaziano dagli impianti di distribuzione dell’energia alla gestione dell’illuminazione, dalle rilevazioni anti-incendio alla regolazione dell’aria. Il parco diventa così un luogo energeticamente efficiente, flessibile e intelligente in cui le persone possono vivere e lavorare al meglio.

«La partenza del centro di competenza del Triveneto ci consentirà di rafforzare ulteriormente il nostro operato nel campo dell’innovazione»

Non è un caso, quindi, che la Live Demo dedicata alla robotica e all’interazione uomo-macchina venga sviluppata proprio al NOI Techpark. Un campo in cui l’Alto Adige si distingue per l’alto livello di ricerca e sviluppo. Il Parco infatti ospita numerosi laboratori dedicati alle smart technologies: dal Terra X Cube al Laboratorio per aromi e metaboliti, dall’Accelerated Testing Lab all’Energy Exchange Lab, gestiti da rinomati centri di ricerca come EuracLaimburgCasaClimaFraunhofer e UniBZ. È proprio il rettore della Libera Università di Bolzano, Paolo Lugli, a sottolineare le potenzialità derivanti da un ecosistema dell’innovazione esteso all’intero nord est: «La partenza del centro di competenza del Triveneto ci consentirà di rafforzare ulteriormente il nostro operato nel campo dell’innovazione. Al NOI Techpark creeremo una vera e propria linea produttiva sperimentale ad alta automazione, ma daremo anche il nostro contributo per sviluppare altre Live Demo che saranno dedicate alla food technology e ai big data e saranno istallate a Padova. Si tratta di aree in cui i nostri ricercatori si distinguono da sempre per studi all’avanguardia».

Collaborazione tra il mondo della ricerca e le imprese

L’impegno per mettere in connessione mondo della ricerca e delle imprese è quindi deciso e trasversale. A tal fine, sarà significativo anche il contributo di Unismart, società dell’Università degli Studi di Padova che opera come ponte attivo tra accademia e imprese. «È fondamentale capire come connettere i due mondi per creare un vero trasferimento tecnologico. Unismart l’ha fatto parlando il linguaggio del business con chi fa business e quello della scienza con chi si occupa di scienza. Un approccio che - conclude Dughiero - ha consentito di identificare idee e collaborazioni possibili tra dipartimenti e aziende, in maniera proattiva e che, siamo convinti, saprà guidarci anche nella grande scommessa del Competence Center».

Scheda

Il Competence Center del Triveneto, di cui faranno parte anche la Libera Università di Bolzano e il NOI Techpark, è stato finanziato con 7 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico. Opererà in diversi ambiti, quali: orientamento alle imprese, in particolare PMI, attraverso la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportarle nel valutare il loro livello di maturità digitale e tecnologica; formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di formazione in aula, sulla linea produttiva e su applicazioni reali; progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese, e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, anche attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese, in particolare delle PMI. 

La società che lo gestirà si chiama SMACT e si basa su una nuova forma di partenariato pubblico-privato che coinvolge università, enti di ricerca e imprese. Obiettivo comune è far crescere la cultura digitale delle imprese del territorio, soprattutto delle PMI.